Quando eravamo piccoli tutti ci chiedevano quale lavoro avremmo voluto fare da grandi, e adesso che siamo grandi, la domanda ce la poniamo noi. Ci sono persone che oggi svolgono il lavoro che dicevano di desiderare quando erano piccoli e persone invece che svolgono altri lavori che non hanno nulla a che fare con il lavoro che avrebbero voluto.
Ma allora quali dei due casi è più favorevole?
Difficile dirlo, perché alcune di queste persone hanno realizzato il lavoro che volevano, ma alla fine sono insoddisfatte perché pensavano fosse diverso, mentre alcuni di quelli che non hanno realizzato il progetto originario si trovano oggi ad essere più felici e soddisfatti. Tuttavia esistono altre due categorie, quelli che hanno coronato il loro progetto lavorativo e sono felici, e quelli che non l’hanno coronato e sono infelici per questo oppure disoccupati.
Se intendiamo il lavoro come parte integrante della vita e non solo come ore “in cui non viviamo” possiamo renderci conto che vorremmo fare tanti lavori diversi in tempi diversi per imparare cose nuove e provare nuove emozioni. Quando però ci scontriamo con la necessità di sopravvivere allora il lavoro tende ad acquistare il senso di dovere,  in quanto si è obbligati ad accettare la prima proposta di lavoro purché sia stabile, con un minimo di stipendio e in qualsiasi campo, anche lontano dalle aree proprie di interesse.
Non è mai troppo tardi però… In qualsiasi momento possiamo fermarci qualche ora a pensare come potremmo fare per rivedere completamente la nostra situazione lavorativa, e questo è sicuramente il primo passo più importante. Il successivo sarà quello di metterci nell’ordine di idee di farlo, cioè passare dal sogno alla realtà, ed infine raccogliere le opportunità dopo averle rigorosamente seminate ed innaffiate con cura.
E’ chiaro che non è così semplice come sembra, e non è tutta lì la questione, ma quelle poche righe che ho scritto sono la sintesi, l’essenza, l’intelaiatura portante di ciò che è da fare. Riassumendo quindi è importante domandarsi più volte nella vita che lavoro vogliamo fare, non ne basta una. E se la risposta non coincide più con la risposta di dieci anni prima, sarebbe buona cosa cambiare, prima di arrivare al punto estremo di separare le ore di lavoro dalle ora vissute, come molti fanno anche nei confronti del sonno.