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	<title>R S &#187; Regole di vita</title>
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		<title>Miss Italia 2009: 1° serata</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 01:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regole di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Gattopardo]]></category>
		<category><![CDATA[giuria]]></category>
		<category><![CDATA[missitalia 2009]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[votazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Miss Italia 2009 &#8211; 12/09/2009 &#8211; 1° serata:
Considerazioni sulla trasmissione
Senza dubbio quest&#8217;anno l&#8217;intero programma è stato sovvertito e finalmente dopo 70 anni è stato attualizzato e reso più interessante. Vediamo subito quali features sono state introdotte e che significato hanno:
Riduzione concorrenti
La diminuzione del numero di concorrenti da 100 a 60 è stata una buona mossa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Miss Italia 2009 &#8211; 12/09/2009 &#8211; 1° serata:</h2>
<h3>Considerazioni sulla trasmissione</h3>
<p>Senza dubbio quest&#8217;anno l&#8217;intero programma è stato sovvertito e finalmente dopo <strong>70 anni</strong> è stato attualizzato e reso più interessante. Vediamo subito quali features sono state introdotte e che significato hanno:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Riduzione concorrenti</strong></span></p>
<p>La diminuzione del numero di concorrenti <strong>da 100 a 60</strong> è stata una buona mossa, una mossa che incrementa indubbiamente la <strong>qualità</strong> del prodotto finale. Portare in trasmissione 60 concorrenti invece di 100 possiamo dire che obbliga ad una <strong>selezione più ferrea</strong> nelle vari concorsi in Italia e garantisce durante il programma televisivo di <strong>avere più tempo per conoscere</strong> meglio le persone in gara. Quindi <strong>non conta più la quantità</strong>, bensì la qualità!</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Categorizzazione</strong></span></p>
<p>La <strong>divisione in gruppi tematici</strong> delle partecipanti è una notevole miglioria. Al giorno d&#8217;oggi dove tutto scorre più veloce, dove tutto è schematico e si coglie solo l&#8217;essenza delle cose, creare una struttura ordinata e già divisa permette una <strong>maggiore comprensione</strong> per un maggior numero di persone che guardano da casa. Ma il vero punto focale di tutto questo è l&#8217;<strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000;">identificazione</span></span></strong>. Grazie all&#8217;identificazione si ottiene un&#8217;interesse maggiore di quanto non si ottenga sparando nel mucchio; Suddividere le concorrenti in categorie è come prendere tutti i potenziali telespettatori maschi e femmine e dividerli nei rispettivi gruppi, poi lavorare massimizzando l&#8217;impatto mediatico su ogni gruppo. Infatti <strong>le persone a casa si identificano nel gruppo di preferenza</strong>, e all&#8217; interno del gruppo di preferenza ricercano la concorrente preferita. E&#8217; un po&#8217; come avviene per il tifo nel calcio, anche se a livelli drasticamente ridotti. Per gli amanti del cibo è come mangiare una bistecca tagliata a pezzettini servita su una foglia di insalata, invece di mangiare la bistecca intera buttata lì sul piatto.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Simmetricità e armonia<br />
</strong></span></p>
<p>La prima serata si puo&#8217; dire che sia stata progettata in <strong>perfetta simmetria</strong>. ogni esterna è sata sapientemente diversa ma in <strong>armonia con il gruppo da rappresentare</strong>, mantenendo al contempo una certa <strong>equità di rappresentazione </strong>per il pubblico. Il climax ascendente costruito sull&#8217; approfondimento della conoscenza delle partecipanti a livello fisico partendo da un abbigliamento coprente fino al costume da bagno 2 pezzi, purtroppo non ha trovato corrispondenza sul piano psicologico. Speriamo che nele prossime 2 serate sia <strong>approfondita la conoscenza della persona e non solo della concorrente</strong>: questa sarebbe una grande svolta.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Serata completa</strong></span></p>
<p>Questa prima serata è stata una <strong>serata completa</strong>, poichè ha permesso di penetrare, pur rimanendo sulla superficialità dell&#8217;aparenza, tutte le partecipanti, ed ha permesso di comprendere <strong>l&#8217;intelaiatura rinnovata del programma</strong>. E&#8217; stata una mossa sapiente per catturare il pubblico dandogli evidenza dell&#8217;avvenuto cambiamento e soprattutto presentando già in prima serata molti contenuti. L&#8217;augurio è che <strong>questi contenuti vengano approfonditi maggiormente</strong> nelle successive serate, e non ci si accorga dello squilibrio fra una prima serata ricca e le successive serate diluite in acqua termale&#8230;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Giuria e giudici</strong></span></p>
<p>Una grande innovazione è stata quella di creare un <strong>corpo di giuria snello e tecnico</strong> che votasse ogni performance in modo <strong>trasparente</strong>. 10 e lode per questo. Peccato però che sia stato fatto a naso. Quando si crea una giuria con votazione trasparente la prima cosa da fare è, con grande trasparenza. dichiarare la scala di giudizio in rapporto al contesto generale e di ogni singola performance giudicata. <strong>Le votazioni sono state un grande caos,</strong> sembrava un compito in classe dove tutti copiano e contemporaneamente ognuno ha le sue preferenze. <strong>Nulla di tecnico. Nulla di professionale</strong>. <span style="text-decoration: underline;">La colpa non è certo dei giurati in questo caso</span>, ma è di chi non ha fornito ai giurati le istruzioni per votare. Le considerazioni intorno a ciò potrebbero essere a centinaia ma per ovvie ragioni ci soffermiamo solo su alcune.</p>
<p>Per prima cosa in una votazione professionale è necessario<strong> identificare se la scala di valutazione è relativa o assoluta</strong>, cioè il voto è fortemente determinato dal contesto stesso, oppure vale in qualsiasi luogo e performance ?</p>
<p>E&#8217; giusto formalmente adoperare un <strong>range di votazione da 0 a 10</strong> ? Tecnicamente è corretto, ma formalmente non lo è. In pratica se utilizziamo una scala assoluta è lecito adoperare una valutazione assoluta, da 0 a 10 per esempio. Ma se adoperiamo una scala relativa dobbiamo rendere relativo anche il voto. L&#8217;esempio più lampante che evidenzia la contraddizione sono <strong>i numerosi voti sotto la sufficienza: i 3, i 4 ed i 5</strong>. Se le concorrenti sono già il risultato di giurie che hanno votato con scala assoluta (le provinciali, le regionali, i concorsi fatti prima di arrivare a Missitalia), <strong>è evidente che le concorrenti devono essere inevitabilmente sopra la sufficienza</strong>. Quindi una valutazione sotto il 6 non è ammissibile formalmente.</p>
<p>C&#8217;è stata una <strong>distonia fra i giurati</strong> (battibecco fra giurati), perchè 2 hanno votato su scala assoluta e 2 hanno votato su scala relativa. Questo ha bilanciato tuttavia in modo molto grossolano e casuale la distonia iniziale.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Errori della presentatrice</strong></span></p>
<p>Purtroppo sul finale Milly Carlucci ha collezionato un <strong>susseguirsi imperdonabile di errori di presentazione</strong> molto gravi come sagliare più volte la scelta delle concorrenti vincitrici delle varie fasce e titoli intermedi. La colpa di tutto questo potrebbe attribuirsi ad uno <strong>sforamento in tarda ora</strong> del programma ma anche ad una <strong>sapiente regia burlona</strong> che potrebbe aver inserito elementi di confusione nel copione della presentatrice. Infatti una regola molto importante per fare ascolti e catalizzare l&#8217;attenzione del pubblico è la seguente:  <span style="color: #0000ff;"><strong><em>Non importa di come se ne parli&#8230; basta che se ne parli.</em></strong></span><br />
Tutto sommato il mio giudizio personale sull&#8217; evento Missitalia di quest&#8217; anno, anche se siamo solo al termine della prima serata, è <strong>positivo</strong>. Il grande cambiamanto dimostrato è sinonimo di adattamento ai tempi che cambiano, ormai ci stiamo shiftando (spostando) sempre di più verso una profonda necessità di apparenza, superficialità, velocità e di trasparenza. Tomasi di Lampedusa d&#8217;altro canto scrisse nel suo Gattopardo: <strong><span style="color: #008000;"><em>&#8220;[...] perchè tutto rimanga com&#8217;è, bigogna che tutto cambi [...]&#8220;</em></span></strong>, ed un elemento fondamentale in tutto questo, è senza dubbio la <strong>trasparenza</strong><em><strong>. </strong></em></p>
<p>Perchè proprio la <strong>trasparenza</strong> vi chiederete ?</p>
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		<title>Pizza d&#8217;asporto</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 23:06:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regole di vita]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>

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		<description><![CDATA[Come non far raffreddare la pizza d&#8217; asporto nel cartone se dobbiamo effettuare un percorso a piedi di circa 500 metri per ritornare a casa in una giornata fredda?
Ho creato questo articolo perchè diverse volte alcune persone mi hanno posto il problema, e desideravano sapere se esistesse un modo affinchè fosse possibile tornare a casa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come non far raffreddare la pizza d&#8217; asporto nel cartone se dobbiamo effettuare un percorso a piedi di circa 500 metri per ritornare a casa in una giornata fredda?</strong></p>
<p>Ho creato questo articolo perchè diverse volte alcune persone mi hanno posto il problema, e desideravano sapere se esistesse un modo affinchè fosse possibile tornare a casa a piedi d&#8217; inverno col freddo dalla pizzeria e poter gustare una pizza ancora calda.</p>
<p>Ebbene, il metodo esiste, l&#8217;ho sperimentato personalmente ed è il metodo che utilizzo anche io quando si verificano le condzioni sopra descritte. L&#8217;idea di poter gustare una pizza calda, quando fuori fa freddo e rientriamo a casa a piedi dalla pizzeria da sempre è stato un problema quasi insormontabile. Ma vediamo ora con una sempplice mossa, come possiamo proteggere il nostro pasto dal freddo e dalle intemperie conservandone il calore e la fragranza.</p>
<p>Prima di tutto è necessario indossare un giubbotto che rifletta il calore, come un bomber ad esempio o una giacca a vento e tenerla rigorosamente chiusa. Poi se poniamo attenzione al cartone della pizza, questo è fatto in modo che possa essere utilizzato proprio come vi insegnerò di seguito:</p>
<p>Il cartone della pizza presenta in un solo lato dei quattro, 2  fori di apertura circolari che servono appunto a fare uscire il calore dall&#8217; interno della scatola e raffreddare la pizza, proprio così, anche se sembra un paradosso&#8230; In realtà è necessario per prevenire la formazione di condensa all&#8217;interno del cartone, che renderebbe la pizza umidiccia e  paragonabile ad un elastico&#8230; Tuttavia possiamo sfruttare le due aperture per mantenere una temperatura accettabile senza formazione di condensa.</p>
<p>E&#8217; sufficiente orientare il cartone verso il proprio petto in modo che sui lati e all&#8217;esterno la scatola non abbia aperture; così facendo tutta l&#8217; aria fredda che ci viene incontro durante il cammino sostenuto, dalla pizzeria fino a casa, non entra dento il cartone ma viene deviata all&#8217; esterno o rimbalza sul fronte chiuso del cartone. Al tempo stesso la vicinanza del nostro giubbotto in tessuto riflettente e dei 30 gradi che vi sono sotto, consente di ribattere parte del calore uscito dai 2 fori del cartone, di nuovo all&#8217; interno ad una temperatura meno calda ma decisamente non fredda.</p>
<p>Il risultato finale è che arriviamo a casa e possiamo gustare una pizza calda come se avessimo percorso poco più di 100 metri. Abbiamo guadagnato quindi 400 metri di calore ed una pizza come appena fatta senza rinunciare alla passeggiatina prima di cena.</p>
<p>Chi eventualmente avesse trovato altri metodi più performanti è incoraggiato a commentare questo articolo portando la sua concreata esperienza.</p>
<p>Alla prossima!</p>
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		<title>Tradurre in tutte le lingue del mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 09:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regole di vita]]></category>
		<category><![CDATA[tradurre]]></category>

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		<description><![CDATA[COME TRADURRE BENE IN DIVERSE LINGUE ?
Spesso è necessario tradurre testi in diverse lingue; con i traduttori automatici si incorre nell&#8217; errore di una traduzione letterale, anche se i software più sofisticati hanno delle funzioni di riconoscimento dei più diffusi modi di dire ed espressioni ricorrenti intraducibili letteralmente. Se però dobbiamo tradurre il nostro testo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>COME TRADURRE BENE IN DIVERSE LINGUE ?</strong></p>
<p>Spesso è necessario tradurre testi in diverse lingue; con i traduttori automatici si incorre nell&#8217; errore di una traduzione letterale, anche se i software più sofisticati hanno delle funzioni di riconoscimento dei più diffusi modi di dire ed espressioni ricorrenti intraducibili letteralmente. Se però dobbiamo tradurre il nostro testo ad esempio in 32 lingue diverse partendo dall&#8217; italiano, probabilmente il risultato finale non sarà sempre quello che ci si aspetta per tutte le lingue. Un metodo sicuramente efficace consinste nel tradurre prima di tutto il testo da diffondere dalla lingua di origine in inglese. Una volta che il testo in inglese ha lo stesso senso che ha nella lingua di origine, quindi dopo aver tradotto correttamente le espressioni tipiche, i modi di dire e aver semplificato ogni bariera alla comprensione è possibile partire a tradurre in tutte le altre lingue, definendo quindi l&#8217;inglese come nostra nuova lingua di origine del testo. Probabilmente il metodo che propongo è più lungo rispetto ad una traduzione diretta, ma permette di diffondere i testi limitando le possibilità di cattive traduzioni che non tengano conto delle peculiarità delle lingue di origine e di destinazione. Definire un rapporto ONE 2 ONE di ogni lingua con l&#8217;inglese semplifica la traduzione col vantaggio di una migliore comprensione del senso del testo.</p>
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		<title>Parcheggiare nei centri commerciali 1° parte</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 01:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Regole di vita]]></category>
		<category><![CDATA[parcheggiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Probabilmente vi sarà capitato nei giorni di festa di recarvi a gironzolare per qualche centro commerciale e di perdere molto ma molto tempo per trovare parcheggio&#8230; Magari vi sarà successo persino che puntualmente avevate sempre il vostro prossimo che vi precedeva rubandovi il posto. A volte sembra proprio che sia impossibile parcheggiare, scovi un buco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente vi sarà capitato nei giorni di festa di recarvi a gironzolare per qualche centro commerciale e di perdere molto ma molto tempo per trovare parcheggio&#8230; Magari vi sarà successo persino che puntualmente avevate sempre il vostro prossimo che vi precedeva rubandovi il posto. A volte sembra proprio che sia impossibile parcheggiare, scovi un buco e come ti ci ficchi qualcuno lo ha già impegnato. Come fare quindi per avere una possibilità in più di parcheggiare ed entrare con serenità nel centro commerciale?</p>
<p>Dunque&#8230;</p>
<p>Prima di tutto dovete fermarvi un secondo e ragionare a testa fredda.</p>
<p>Gli orari più critici sono a metà mattina e metà pomeriggio.</p>
<p>PROBLEMA:</p>
<p>Poniamo per esempio di arrivare alle 17:00 in pieno orario critico presso il parcheggio del centro commerciale, al primo segnale di confusione visto da lontano, o per pregiudizio, tutti quanti si buttano verso i posti più lontani dalle entrate o meno &#8220;vip&#8221; dell&#8217; intera area perchè si ragiona d&#8217;istinto sbagliando. E siccome tutti pensano così, vi troverete subito in un ingorgo che non finisce più mentre in altre aree si liberano posti, ma non potete fare nulla perchè, la distanza, e le macchine intorno vi impediscono di muovervi.</p>
<p>Domanda scontata: Ma dovete proprio andare a far spesa quando c&#8217;è casino?</p>
<p>Risposta scontata: Ovvio che dobbiamo, ora dacci la soluzione!</p>
<p>SOLUZIONE:</p>
<p>Se arrivate alle 5 di pomeriggio per esempio, in pieno orario critico, concentrate la vostra ricerca del parcheggio nelle zone più vicine alle entrate e nei posti migliori, anche se vi sembra tutto pieno da lontano, perchè un buco lo trovate di sicuro e la spiegazione non è poi così complessa come sembra. Semplicemente la prima ondata di gente del pomeriggio arriva intorno alle 15:00, e sono quelli che vanno al centro commerciale presto per non trovare casino e perchè a metà pomeriggio poi devono fare qualcosa d&#8217;altro, quindi arrivando presto occupano subito i posti migliori, quegli stessi posti migliori che vi lasciano liberi intorno alle 5&#8230;<br />
quando cioè arrivate voi !</p>
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