Quando scriviamo una domanda di lavoro, “domandiamo a qualcuno” 
di farci lavorare… corretto?

Abbiamo mai chiesto a noi stessi quale lavoro vorremmo fare?
Le migliori domande di lavoro sono quelle che escono dallo schema predefinito, perché tutte le domande di lavoro sembrano uguali. Se chiedo a qualcuno quale lavoro vorrebbe fare, probabilmente mi risponderà che cerca un lavoro migliore, che lo faccia guadagnare abbastanza per sopravvivere, godersi un mese di ferie l’anno retribuito, pagarsi la macchina, qualche cena fuori, lo stadio alla domenica, qualche aggeggio tecnologico e che lo faccia stare tranquillo.

Avete capito il senso di tutto questo?
Noi vogliamo stare tranquilli, meno preoccupazioni, meno pensieri, routine ecc… Fino qui va tutto bene, non c’è nulla di male e nulla di strano nel volere un lavoro che permetta questo, fino a prova contraria resta pur sempre un diritto.
Il problema nasce ahimè nelle due parole insieme “un lavoro”. Queste due paroline vicine vicine nascondono due significati tremendi, cioè un lavoro nel senso di un solo lavoro (non 2 o 3 lavori)  ed un “qualunque lavoro”. Questo è molto importante, mi seguite vero? Noi vogliamo un lavoro, non più di uno, e non ci interessa quale lavoro sia, ne basta uno a caso.
E questo perché?
Semplice perché per tutta una serie di motivi, siamo ormai abituati a considerare la vita separata dal lavoro: se c’è vita non c’è lavoro e se c’è lavoro non c’è vita. Dal momento che per alcuni la “morte” non è esprimibile razionalmente, non è rappresentabile nel divenire in divenire, questo termine è stato soppiantato dalla parola lavoro.
Molte persone ragionano in questo modo:

Tolto il lavoro, tolto il sonno e tolti i bisogni, ciò che resta è la vita. Ma allora cercare un lavoro migliore è come cercare una morte migliore? Ha senso?

Possiamo iniziare con lo scrivere un bel curriculum vitae, o un bel cv come abbrevia questa generazione, e qui trovate tutti i consigli che vi servono.

La domanda di lavoro, come ogni cosa importante, 
la si scrive usando la testa, non la biro.

Se scriviamo una buona domanda di lavoro è facile essere poi ammessi al secondo step, cioè il colloquio. Una domanda di lavoro accompagna sempre l’invio del curriculum vitae. Le domande di lavoro dovrebbero essere personalizzate per ogni azienda che si desidera contattare, perché non c’è nulla di più noioso che la ripetitività, l’ovvietà e il copia e incolla. Mentre ci accingiamo a scrivere la domanda di lavoro, dovremmo pensare proprio al nostro futuro lavoro in quell’azienda, dopo tutto abbiamo poche righe di testo per persuadere il recruiter a leggere il nostro curriculum vitae e magari fissarci un appuntamento per un’intervista (colloquio di lavoro). Già oggi sempre più spesso sentirete parlare di intervista. Vediamo un esempio di domanda di lavoro, cerchiamo di capire come si scrive.

A chi dobbiamo mandare la domanda di lavoro?
Se hai la possibilità di scoprire il nome del recruiter o del responsabile delle risorse umane è sempre meglio, perché così facendo emergi dalla massa “del fan tutti così”. Potresti provare chiamando l’azienda e chiedendo gentilmente all’attenzione di chi potresti presentare una tua candidatura. Senti la differenza del suono delle parole fra “chi è il capo del personale che voglio mandargli il curriculum” e “gentilmente potrebbe suggerirmi all’attenzione di quale responsabile, posso presentare la mia candidatura”? Bene se non sei già abituato, potrebbe tornarti molto utile fare amicizia con questo modo gentile di porti… Una volta annotato il nominativo, puoi intestare la tua domanda di lavoro correttamente. Un buon recruiter apprezzerà il fatto che ci hai messo impegno nel fare le cose come si deve, e che hai personalizzato la tua domanda di lavoro, invece di fare un “inoltra a tutti”, magari in CC (pessima mossa).
Cosa scriveremo nella domanda di lavoro?
La domanda di lavoro non è un curriculum vitae. Occorre scrivere poche cose, una breve presentazione che spinga il recruiter ad aprire l’allegato con il curriculum. Non c’è bisogno di essere troppo formali e costruiti, ormai non ci crede più nessuno che sia tutta farina del vostro sacco, per cui tanto vale essere “normali”. Le informazioni importanti da includere nella lettera di presentazione sono quelle contenute in questo classico esempio di candidatura spontanea:

Att.ne Dr. Mario Rossi
Ufficio Risorse Umane
Azienda a cui Srcrivi S.r.l.
Via del commercio 000,
Cap 20100 Milano, Italy
 
 
 
Data __/__/____
 
Oggetto: candidatura spontanea


Egr.  Dr. Mario Rossi,

mi chiamo Pinco Pallino ed abito a Milano,
sono Laureato in Economia con specializzazione nei mercati finanziari,
Conosco la lingua inglese a livello buono sia parlato che scritto,
sono auto munito e disponibile a trasferte.
La mia ultima esperienza lavorativa, terminata nel mese x di quest’anno, è stata presso la ditta “Pinca Pallina S.r.l.” in qualità di impiegato amministrativo di livello x.
(Menzionare eventuali agevolazioni fiscali e contributive per il datore di lavoro, se si possiedono)
Sono disponibile a fornire eventuali referenze qualora richieste.
 
Presento questa candidatura per un eventuale impiego presso la Vostra azienda e chiedo di poter partecipare alla prossima sessione di ricerca di personale che promuoverete.

 

Allego il mio curriculum vitae aggiornato.

Ringrazio anticipatamente per la cortesia
e porgo cordiali saluti.
 
Pinco Pallino (evitate titoli inutili)
Via Porta Via 123456789
20100 Milano
+39 123 456789
email@lavostrarealeemail.ext



Considerazioni sull’invio della domanda di lavoro
Come hai visto non è poi così difficile scrivere una lettera di presentazione, o domanda di lavoro che sia, basta dotarsi di un po’ di umiltà ed ingegno per scrivere lo stretto necessario in modo gentile ed ordinato. Se spedisci il cv via email allora questo testo che abbiamo visto insieme andrebbe nel corpo della email, mentre se invii un FAX oppure una posta prioritaria tradizionale, la lettera di presentazione deve essere la prima pagina, seguirà quindi il curriculum. Non allarmarti se il destinatario non risponde e non mettere l’avviso di lettura della email perché è irritante, tanto sapere se l’hanno letta oppure no non cambia niente. Se hai sbagliato a scrivere l’indirizzo ti torna indietro comunque il messaggio di errore, per cui non farlo. A proposito di “inoltra a tutti tramite email”, mai mandare una domanda di lavoro standard ad una serie di aziende con un unico messaggio, e magari commettendo l’errore di mettere gli indirizzi in CC cioè in copia conoscenza, perché ogni azienda vedrà quello che hai fatto e non piacerà a nessuno. Errori di questo commessi da impiegati di aziende sono spesso la causa di equivoci fra clienti, fornitori e partner che hanno conseguenze a svariati zeri, per cui dubito seriamente che qualcuno ti chiamerà anche solo ad un colloquio, se commetti questo errore addirittura inviando la tua domanda di lavoro!Una cosa che devi fare invece, è tenere un registro cartaceo o informatico con tutte le domande di lavoro e relativi curriculum che hai mandato, ordinati per data. So che pensi di avere la posta inviata sotto mano per cercare a distanza di tempo, ma fidati è meglio che tieni un registro, perchè è più ordinato, perché puoi elaborare delle statistiche, e perché hai sempre sotto il naso il rapporto fra tempo dedicato e risultati ottenuti. In un prossimo articolo vedremo un esempio di questo registro dei lavori. Serve anche ad evitare di autoconvincerti (parlando con gli amici), di aver mandato domande di lavoro a 100 aziende, senza risultati, quando in verità sono solo una decina quelle a cui hai effettivamente scritto…